| « Voi, piumate vergini figlie della Terra, voi Sirene invoco, ai pianti miei venite qua, col libico flauto o con le cetre: siano per i miei tristi lutti, consone lacrime, pianti per pianti, per musiche musiche: ai gemiti consoni complessi Persefone mi mandi, voci di morte, e da me con le lacrime s'abbia un peana nel regno di tenebra omaggio per i defunti sepolti là » | |
| (Euripide. Elena, 167-179) |
lunedì 13 giugno 2011
Sirene
Ilmarinaioscrittore
| « Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando? » | |
| J. Conrad |
venerdì 3 giugno 2011
Ton pathei mathos
La via della saggezza Zeus apre ai mortali, facendo valere la legge che sapere è patire [ton pathei mathos]. Geme anche nel sonno, dinanzi al memore cuore, rimorso di colpe, e così agli uomini anche loro malgrado giunge saggezza [sophronein]; e questo è beneficio dei numi che saldamente seggono al sacro timone del mondo.
[Eschilo, Agamennone, vv. 168-183 - 458 a.C.]
giovedì 2 giugno 2011
Marziale
« Non hic Centauros, non Gorgonas Harpiyasque / invenies: hominem pagina nostra sapit » | « Qui non troverai né Centauri, né Gorgoni, né Arpie: la mia pagina sa di uomo » |
| (Epigrammi, X, 4) | |
giovedì 28 aprile 2011
L'impunità
"L'impunità era organizzata, e aveva radici che le gride non toccavano, o non potevano smovere. Tali eran gli asili, tali i privilegi d'alcune classi, in parte riconosciuti dalla forza legale, in parte tollerati con astioso silenzio, o impungati con vane proteste, ma sostenuti in fatto e difesi da quelle classi, con attività d'interesse, e con gelosia di puntiglio."
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, Cap. I
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, Cap. I
lunedì 4 aprile 2011
domenica 13 febbraio 2011
Il piccolo Mozart
Mi sedetti di fronte ad una coppia. Fra l'uomo e e la donna, il bambino s'era fatto il suo buco e dormiva. Si volse nel sonno e il suo viso mi apparve alla luce della lampada. Che adorabile viso! Era nato da quella coppia una sorta di frutto dorato. Da quegli stracci era nato questo miracolo d'incanto e di grazia.. Mi chinai su quella fronte liscia, su quel musetto imbronciato, dicendo tra me: "Ecco un viso di musicista, ecco Mozart bambino, ecco una bella promessa della vita!". I principini delle fiabe non erano diversi da lui. Protetto, curato, coltivato, che cosa non potrebbe divenire? Quando nel giardino nasce per mutazione una nuova rosa, ecco che tutti i giardinieri si danno da fare. Si isola la rosa, la si coltiva, la si protegge... Ma non vi è nessun giardiniereper gli uomini. Mozart bambino sarà deformato come gli altri dalla macchina. Mozart si divertirà a fare della musica imputridita nel tanfo dei caffé concerto. Mozart è condannato...Ritornai al mio vagone. Penasvo:" Questa gente non soffre per la loro sorte. E non è la carità che qui mi tormenta. Non si tratta di commuoversi su una piaga eternamente aperta, poiché quelli he ce l'hanno non la sentono nemmeno. E' qualche cosa come la razza umana, e non l'individuo, che qui è ferito, danneggiato. Io non credo alla pietà. Quello che mi tormenta questa notte è il punto di vista del giardiniere. Quello che mi tormenta non è questa miseria nella quale dopo tutto ci si adatta come nell'ozio. Generazioni di orientali vivono nel sudiciume e ci godono. Quello che mi tormenta non può essere guarito dalle minestre popolari. Ciò che mi tormenta non è questa bruttura, né questi vecchi abiti rattoppati. Quello che mi tormenta è Mozart assassinato un po' in ognuno di questi uomini.
Antonine De Saint-Exupéry, Verso l'URSS. Di notte in un treno, in mezzo ai minatori polacchi rimpatriati, Mozart bambino dormiva...I principini delle fiabe non erano diversi da lui, in Un senso alla vita, Borla , Roma, 1985.
Antonine De Saint-Exupéry, Verso l'URSS. Di notte in un treno, in mezzo ai minatori polacchi rimpatriati, Mozart bambino dormiva...I principini delle fiabe non erano diversi da lui, in Un senso alla vita, Borla , Roma, 1985.
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